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  • Avv. Gero Salamone

Come ridurre un debito con il saldo e stralcio.


Uno strumento molto efficace per chiudere un debito con la banca, ovvero il "saldo e stralcio": ecco a chi conviene e come funziona.

Cosa accade quando il consumatore o l’impresa che abbiano richiesto un prestito alla banca (o a una società finanziaria) si trovano nella condizione di non riuscire a rimborsare con regolarità le rate del finanziamento, accumulando debiti (anche consistenti) che possono essere oggetto di richiesta di restituzione?

La risposta è lapalissiana, il consumatore viene a trovarsi in una situazione poco piacevole. Esistono tuttavia dei metodi che consentono al privato o all'impresa di proteggersi e tutelarsi in maniera perfettamente legale: oggi ci concentriamo su uno strumento molto efficace a tali fini, il cosiddetto saldo e stralcio del debito.

Il “saldo e stralcio” si sostanzia, di fatto, in una vera e propria transazione, ovverosia un contratto attraverso il quale le parti interessate risolvono amichevolmente la vertenza, facendosi reciproche concessioni. Il tutto accade con la seguente scansione procedurale: il consumatore (o l’impresa) si impegna per iscritto a pagare subito alla banca o alla società finanziaria una somma di denaro concordata, il cui importo è tuttavia inferiore rispetto al debito effettivo maturato nel tempo (questa articolazione è detta "saldo").

Dall'altro lato la banca si impegna a rinunciare a ogni diritto o pretesa nei confronti del consumatore o dell’impresa con riferimento al debito.

Quest'ultimo viene quindi ad estinguersi con riferimento alla somma dovuta a titolo di capitale, interessi e spese, realizzando in questa maniera l'effettivo "stralcio" della posizione debitoria. Di fatto, la banca, ricevendo la cifra pattuita, estingue il debito pregresso.

La procedura del saldo e stralcio utilizzata per chiudere un prestito con un istituto di credito presenta molti lati positivi.

Tale procedura infatti è vista in maniera positiva dalla banca nel momento in cui il soggetto debitore si trovi in una situazione in cui non sia in grado di soddisfare la pretesa alla restituzione integrale: la fattispecie si verifica in maniera puntuale quando il consumatore non sia in grado di ottenere entrate immediate e certe (stipendi o pensioni, ad esempio) sulle quali la banca può facilmente rivalersi (mediante un pignoramento).

La procedura del saldo e stralcio è inoltre ideale quando il privato non sia in possesso (o meglio, non sia proprietario) di beni immobili: in tale circostanza la banca non ha la possibilità immediata di pignorare un bene, e diviene quindi ben disposta a ricevere una quota del debito immediatamente, preferendo quindi tale opzione rispetto ad un piano B orientato ad un recupero totale del debito, percorso incerto e di lunghissimo raggio temporale.

In tale direzione infatti la banca preferisce avere subito il rientro di una parte del debito, anziché intraprendere una lunga e incerta procedura giudiziale di recupero del credito. Di norma, in tali circostanze, il consumatore (o l'impresa) è in grado di negoziare uno sconto che, tendenzialmente si aggira circa sul 40% della somma complessiva a debito: un cospicuo risparmio per il privato cittadino.

A secondo del tipo di accordo le parti possono stabilire il pagamento della quota residua di debito in un'unica soluzione o dilazionato in più rate sostenibili per il debitore in difficoltà.

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